Crisi dei consumi hi-tech, segnali di raziocinio dagli Usa
da : Rocco Neo Medina: 28 febbraio 2011, 11:51
Secondo il New York Times gli americani iniziano a comprare di meno, e a far durare di più quello che hanno
La tendenza sarebbe ormai evidente anche nel mercato dei mercati, quello delle automobili, dove ormai il consumatore statunitense conserva la sua macchina nuova per una media di 64 mesi, contro i 59 calcolati l’anno scorso. Ma il dato più interessante resta sicuramente quello relativo agli acquisti hi-tech, che anno dopo anno, noncuranti di crisi, congiunture e inflazioni varie, hanno sempre segnato incrementi positivi al grido di “toglietemi tutto, ma non il mio cellulare!”.
Ebbene secondo le fonti del New York Times gli acquirenti di telefonini attendono ora in media 18 mesi prima di acquistarne uno nuovo e più moderno, contro i 16 misurati nel 2010. Anche i computer vengono fatti durare finché non è proprio assolutamente necessario sostituirli, magari andando avanti con oculate aggiunte di memoria o sostituzioni mirate di schede grafiche.
Finalmente dunque arriva anche nella fascia consumer un minimo di razionalità quando si tratta di acquisti informatici e hi-tech in generale, mutuando il comportamento (forse eccessivo) che già negli anni ’90 si poteva notare nelle aziende, soprattutto quelle grandi o statali, dove dei polverosissimi PC Olivetti con mitici schermi a fosfori verdi (si sto parlando delle Poste Italiane!) reggevano anni e anni fregandosene delle innovazioni hardware e software che si succedevano a strettissima cadenza: finché non cade a pezzi, si può usare!
Insomma che sia colpa della crisi, o semplicemente che i consumatori si siano stufati di rincorrere aggiornamenti e upgrades spesso palesemente tarocchi e costruiti ad hoc solo per rinfocolare la smania del “nuovo prodotto”, fatto sta che non si può non salutare con gioia questo primo segnale di inversione di tendenza, ci perdonino i produttori che dovranno (finalmente!) fare i conti con crescite e vendite più in linea con il momento storico che stiamo vivendo: un buon bagno di umiltà e realismo non potrà che far bene innanzitutto all’ambiente, e poi di certo anche all’intero comparto dell’hi-tech, che potrà (e dovrà) concentrarsi un po’ più sulla sostanza e un po’ meno sull’apparenza per convincere i nuovi e più attenti consumatori a esaltarsi per l’ennesima nuova versione dei loro giocattolini.
