London Stock Exchange, il pinguino arriva ai piani alti
da : Rocco Neo Medina: 24 febbraio 2011, 16:27
E’ terminato lo switch-over dell’LSE, la Borsa di Londra, che ora è stabilmente “Powered by Linux”
Non è stato un cammino facile: il 24 Agosto scorso un mega-bug aveva schiantato i prezzi di cinque titolia causa di un errore di immissione nei prezzi, e per questa sciocchezzuola la BT aveva sbriciolato in pochi minuti qualcosa come 968 milioni di sterline. A Novembre poi l’LSE era andato addirittura completamente offline, a causa secondo i responsabili di “strane circostanze”.
E dire che la Borsa di Londra, a differenza di molti altri sistemi di scambio -come ad esempio l’americano NYSE- , non è basata sulla rete Internet, e per questo dovrebbe risultare più protetta e meno attaccabile. Ma i punti di ingresso in una piattaforma così appetibile per i bricconi sono tantissimi, a partire sostanzialmente dagli stessi trading desks, le stazioni degli operatori su cui avvengono le transazioni, e quindi anche gli attacchi diventano più sofisticati e mirati. Basti pensare che solo nei palazzi cruciali della City, nel centro finanziario di Londra, ci possono essere anche 25mila postazioni per chilometro quadrato, tutte intente a introdurre prezzi sulla stessa piattaforma.
Ma ora -linuxisti in piedi!- il London Stock Exchange pianta i piedi in una nuova piattaforma di live trading basata su Novell SUSE, e il chief executive di LSE Xavier Rolet ha dichiarato che con questo nuovo sistema è in grado di offrire uan velocità di esecuzione da record e una stabilità mai vista da quando nel 1986 il classico bando “alle grida” ha ceduto il passo ai sistemi elettronici.
Per ora si sorveglia con quattro occhi aperti il sistema, in attesa di aver controllato ogni minimo dettaglio. Va in pensione così la piattaforma TradElect basata su infrastruttura C# (Microsoft.net su Windows Server e SQL Server) -linuxari di nuovo in piedi per il saluto ai vinti, grazie!-, che era stata aggiornata da Accenture nel 2007 con una spesa di circa 40 milioni di sterline, ma che nel 2009 aveva stufato i managers di LSE per i troppi crash e per i tempi di latenza non più all’altezza della concorrenza.
