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La recessione fa bene all’open source

da : Lorenzo Di Palma: Ottobre 22, 2008, 4:14 am

Almeno quanto fa male al software proprietario, dice il Ceo di Red Hat

Il Ceo e presidente di Red Hat Jim Whitehurst crede che il software open source per l’enterprise guadagnerà quote di mercato ai concorrenti del software proprietario durante questo duro periodo di crisi economica. E lo ha detto chiaramente in un intervista a Computerworld: i minori costi per passare al software open già stanno tentando i clienti di prodotti proprietari.

Whitehurst ha detto che le aspettative di una recessione possono portare i clienti ad accantonare i nuovi progetti, ma il rallentamento dei software proprietari può essere bilanciato orientandosi verso prodotti open source per tagliare le spese. “Ho avuto un paio di conversazioni con CIO che dicevano: abbiamo tutto software Microsoft e non usiamo nessun software open source, ma siamo anche sotto pressione per ridurre i costi e abbiamo bisogno del vostro aiuto per mettere assieme progetti per tagliare le spese operative”, ha detto il Ceo di Red Hat.

“E abbiamo avuto anche molti altri clienti che hanno fatto fuori WebLogic o WebSphere per sostituirli con JBoss, così penso che per noi si aprono molte altre nuove opportunità di business là dove le aziende cercano di risparmiare in quello che stanno facendo”.

“Penso che capiremo bene quello che sta succedendo nei prossimi sei-nove mesi, ma non c’è dubbio che l’open source verrà fuori in condizioni relativamente migliori di quelle dei nostri competitor proprietari,” ha concluso.

Gli ultimi risultati finanziari disponibili di Red Hat, quelli del secondo quarto del 2008 chiuso in agosto, riportano un aumento del 29 per cento nei ricavi, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.


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