Il reddito degli italiani (era) online
da : Maurizio Lazzaretti: Aprile 30, 2008, 6:00 pm
In Italia le dichiarazioni dei redditi sono diventate a portata di clic su un sito intasato per quasi una intera giornata. Poi e’ arrivato lo stop del Garante della privacy.
Niente riservatezza, siamo cyber-navigatori. La privacy su Internet è sempre più messa alla prova. In italia le dichiarazioni dei redditi sono a portata di tutti: il reddito degli italiani è online, consultabile da chiunque. L’Agenzia delle entrate è nell’occhio del ciclone: per l’ex ministro Vincenzo Visco è un fatto di democrazia e trasparenza sapere quanto guadagna il vicino di casa, per gli utenti in Rete invece è una nuova voragine nella tutela della privacy. Basta conoscere regione, provincia e comune, e tutto è online. “E’ una palese violazione della legge sulla privacy, la 196/2003, e un pericolo per l’aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte d’informazione per i criminali“, commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc.
In serata il garante della privacy blocca tutto, e l’Ansa riferisce che in realtà quasi nessun paese occidentale offre libero accesso ai redditi dei cittadini. Molto intelligente l’Irlanda che pubblica dettagliatamente l’elenco dei contribuenti evasori che sono stati scoperti e che hanno regolarizzato la loro posizione..
Ecco il testo del comunicato del garante della privacy:
IL GARANTE: STOP AGLI ELENCHI DEI CONTRIBUENTI IN INTERNET
Nella riunione odierna il Garante privacy ha svolto una prima valutazione sulla diffusione in Internet dei dati delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti a cura dell’Agenzia delle entrate.
L’Autorità, anche richiamando le sue diverse pronunce in materia, rileva che per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia.
Il Garante ha quindi deciso di chiedere formalmente e con urgenza ulteriori delucidazioni all’Agenzia e l’ha invitata a sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet.
L’Autorità ha invitato, altresì, i mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi disponibili in Internet dall’Agenzia con le predette modalità.
Fonte: VNUnet.it

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Commenti
La cosa che mi sembra assurda è che adesso hanno oscurato gli elenchi quando tempo addietro sul Garante si leggeva quanto segue: “Per quanto riguarda il regime di pubblicità dell’elenco dei contribuenti, il Garante ha affermato più volte in passato che, in base al vigente quadro normativo, risultava legittima la pubblicazione presso gli uffici finanziari ed i comuni degli elenchi nominativi dei contribuenti che avevano presentato la dichiarazione dei redditi, unitamente all’indicazione del reddito imponibile. Merita al riguardo segnalare che, recentemente, l’Agenzia delle entrate disporre la pubblicazione degli elenchi per gli anni 2001 e 2002- ha ritenuto, adducendo il rispetto dei principi di pertinenza e non eccedenza, di limitare tale pubblicità al dato relativo alla categoria reddituale prevalente (Provv. dell’Agenzia 29 settembre 2004).” E adesso? adesso il garante si inc***a? Che ridicoli! Negli altri paesi del mondo la pubblicazione dei redditi dei contribuenti è una prassi consolidata! solo noi bigotti italiani soffriamo di questo dannato “periodo refrattario”!!!
Hai perfettamente ragione Chiara, che paese di bigotti…il fatto è che c’è di mezzo una manovra politica…proprio adesso…tutt’a un tratto a molti da fastidio far sapere ad altri il proprio stipendio…per paura di rapimenti e criminalità…se se..o forse perchè guadagnano troppo?
Per caso qualcuno conosce qualche sito dove si possono vedere i redditi delle persone che vivono nella provincia di Milano?
MLAZ: Emule, l’unico P2P con ricerca……
I nomi dei contribunti devono rendersi pubblici per constatare quali sono i cittadini corretti e quali sono gli evasori, gli imbroglioni e i fannulloni che non fanno un c…… e guadagnano un fottio di soldi.
E che m’importa se vedono i miei dati?
Purché non siano usati indebitamente…
Non capisco quanto casino per nulla. Forse c’è più gente del previsto che deve nascondere qualcosa…
il Giudice dell’Authority ha respinto le legittime motivazioni dell’Agenzia delle Entrate, per non far conoscere ai connazionali le centinaie di milioni che entrano nelle tasche dei giudici, dei dirigenti e di quanti altri che non fanno un bel niente avendo incarichi dei numerosi enti inutili.Anche l’Authority e la magistratura rappresentono il potere è fanno quello che vogliono!!
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