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Computex 2006
Non è il caso di trattenere il respiro nell’attesa dei prossimi standard delle memorie. Malgrado il fatto che stiano circolando alcuni campioni di DDR3 ancora in fase di sviluppo, sarà necessario aspettare il 2007 prima di vedere in azione queste nuove memorie.
Intel ha appena rilasciato il suo chipset Q965 e ha dichiarato che le DDR 2 fino a 1066 MHz sono sufficientemente valide; anche AMD supporta ufficialmente le DDR 2 fino a 800 MHz, ma consente un notevole margine di overclock rispetto alla frequenza iniziale.
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Computex 2006
Abbiamo appreso che ci vorrà un certo tempo prima di vedere il primo telefono Nokia spinto da un chip ATI. Solitamente, la progettazione di un sistema di questo tipo richiede tra dodici e diciotto mesi e sembra che dovremo quindi attendere fino al 2007 prima di vedere il primo Nokia con core grafico/multimediale ATI.
In realtà Nokia ha cominciato ad avere a che fare con ATI molto prima di quanto non sia stato annunciato ufficialmente, per cui potremmo anche avere la sorpresa di veder comparire i primi esemplari con un certo anticipo. In effetti i dispositivi palmari con capacità grafiche evolute sono la prossima sfida al mercato e ATI dovrà competere con Power VR e alcuni altri protagonisti più piccoli per la supremazia nel settore dei chip multimediali/3D che saranno adottati da questo genere di prodotti. Nvidia è invece ancora indietro, ma sta rapidamente recuperando il terreno perduto con i suoi prodotti della linea Geforce.
Sappiamo che ATI sta già lavorando a un kit per sviluppatori per Nokia e che la sperimentazione sta andando piuttosto bene.
Computex 2006
LE ATTUALI MEMORIE flash non sono all’altezza delle aspettative degli utilizzatori più esigenti, che vorrebbero dischi da 40 GB a cifre intorno ai 100 euro. Oggi come oggi si tratta di un obbiettivo ancora abbastanza lontano.
In realtà lo stato attuale di questa tecnologia è alquanto deludente, almeno per ora. Abbiamo parlato con alcuni ingegneri che stanno lavorando sulle nuove memorie SSD, e abbiamo così scoperto che, approssimativamente, 16GB di SSD hanno un costo di produzione di ben 400 dollari – che corrispondono a circa 25 dollari al gigabyte. Stando così le cose un hard disk tradizionale ha un prezzo al di fuori da ogni confronto, visto che stiamo parlando di un costo inferiore ai due dollari al gigabyte.
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FONTI ATTENDIBILI INDICANO che Intel non presenterà i suoi processori Itanium Montecito al Computex di giugno, ma introdurrà le nuove Cpu nel mese di luglio.
In effetti il Computex di Taipei non è propriamente la sede ideale per i processori Itanium.
Stando alle roadmap scoperte da the INQ, la data fissata per i Montecito è il 23 di luglio – in linea con le altre serie di microprocessori, una delle linee di produzione sarà relativa a un processore single core con cache L3 da 6 MB e un prezzo che dovrebbe essere fissato a $695. Le versioni più potenti invece costeranno da $750 in su.
Il 23 luglio Intel taglierà i prezzi di due degli attuali Itanium DPs, ma il resto della gamma attuale sopravvivrà alle nuove introduzioni, anche più di quanto Intel avesse originariamente progettato.
I PETTEGOLEZZI secondo i quali ci sarebbero problemi nel rilascio dei processori Intel dual core 2 per desktop, nome in codice Conroe, sono infondati, almeno secondo quanto afferma la compagnia.
Come avviene per il fratello dedicato ai server, Woodcrest, la prossima generazione di prodotti a 65 nanometri uscirà quindi secondo le previsioni. In effetti se ci fosse un problema con lo sviluppo di Conroe la questione avrebbe riguardato anche Woodcrest, che invece non mostra alcuna difficoltà.
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UN DIFETTO nell’aggiornamento del software dell’iPod sta ancora causando forti mal di testa agli utenti, a due mesi da quando è stato segnalato per la prima volta sul forum tecnico online di Apple.
Il 23 marzo la compagnia ha rilasciato un aggiornamento che consentisse agli utenti di impostare un limite personalizzato al volume massimo dei loro apparecchi belli da vedere e dal prezzo abbastanza elevato da rassicurare.
Una volta scaricato l’aggiornamento, alcuni utenti di iPod Nano si sono resi conto che il loro dispositivo non era più in grado di collegarsi a iTunes attraverso il PC.
I fan di Apple hanno tentato di risolvere da soli il problema. Si tratta comunque di una procedura complicata, che ad alcuni ha richiesto cinque ore per venirne a capo.
Gli utenti che hanno contattato il servizio assistenza sono stati in grado di risolvere il problema rapidamente, ma si dice che abbiano dovuto consumare la loro singola chiamata gratuita che fa parte dei servizi della dotazione iniziale.
Stando al Sydney Morning Herald, il modo in cui Apple ha gestito la questione potrebbe causarle qualche problema con il New South Wales Office of Fair Trading.
Questo ufficio ha consigliato agli utenti di contattare per prima cosa l’help-line di Apple per risolvere il problema e, qualora non fossero soddisfatti del risultato, di comunicarlo per eventuali provvedimenti.
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