Apps contro Sms, Ascii contro Facebook
da : Rocco Neo Medina: 21 febbraio 2011, 10:48
Mentre Twitter vuole diventare più “ubiquo” al World Congress di Barcellona si sono date battaglia Apps e Sms…
Molti dati, e molto diversi fra loro, buttati un po’ a casaccio nei canali mediatici, sfruttando il traino del Mwc per affermare che i beneamati messaggini sono ancora in testa fra gli utilizzi dei possessori di cellulari, o per dichiarare che ormai la rete, con le sue miriadi di applicazioni, sta ormai surclassando i poveri Sms che con i loro poveri 160 caratteri Ascii sembrerebbero ormai provenire dalla preistoria.
Ricordo che nel 1996, quando sull’LCD del mio (primordiale) cellulare Gsm della Bosch, che all’epoca brandizzava telefoni Motorola, apparve una scritta di senso compiuto invece dei soliti caratterini che indicavano carica della batteria e livello del segnale, provai una scossa di emozione di quelle che ti fanno capire che un’era sta cambiando. Se poi penso che quella scritta arrivava addirittura da Internet, attraverso un (molto primordiale) gateway messo su da MTN, provider Sudafricano, il brivido si raddoppia.
Insomma il trasporto dati su un terminale mobile era realtà, e chi vive di telcos sa bene quanto sia epocale un simile passaggio. Con 160 caratteri si poteva (e si può) fare davvero di tutto, da triggerare un’applicazione su un server connesso al cellulare con una semplice porta seriale, a operazioni di domotica, a servizi informativi di ogni genere… E il bello è che tutto è leggerissimo, e quando c’è poco spazio le menti si ingegnano e nascono soluzioni rivoluzionarie e geniali. Diciamo come il TTY nell’era del baracchino.
E invece, la tecnologia sopravanza la curiosità, prima che ci si ingegni a risolvere un problema qualcuno l’ha risolto per noi e ce lo spiattella a 16 milioni di colori e con controllo vocale incluso. Dopo anni di stasi nelle possibilità di utilizzo delle reti mobili, le Apps (maledette o benedette che siano) invadono il mondo e i cellulari degli utenti inventando un nuovo mercato, intasando drammaticamente la banda mobile e distruggendo il concetto di Sistema Operativo generalista.
Che ora poi si voglia pretendere di affermare che le Apps superano gli Sms nell’utilizzo quotidiano degli utenti, proprio no! Non è possibile (per ora) soppiantare quel rapido, comodo, convenientissimo e creativissimo sistema di messaggistica che in quei pochi caratteri ha rivoluzionato il mondo delle comunicazioni interpersonali, apparentemente riducendolo con un lessico banale e telegrafico, e invece colorandolo di smileys e TVTB, adattandolo perfettamente alla velocità della vita urbana del nuovo millennio, regalando un sistema velocissimo e intuitivo per dire cose semplici come “Si”, “No”, “arrivo”, ma anche piccoli scampoli di poesia quotidiana.
Dunque per rimettere un po’ d’ordine nella guerra fra nostalgici Ascii e iperconnessi Facebook-isti, utilizziamo la ricerca Deloitte che ci tranquillizza affermando che il 90% degli utenti mobili manda ancora almeno un Sms al giorno e che solo il 40% degli smartphone entra in un social network almeno una volta al giorno. Grz!
