Arduino, “nemo profeta in patria”
da : Rocco Neo Medina: 13 febbraio 2011, 21:47
Progetto tutto italiano nato nel 2005, primo e unico esempio di hardware Open Source copiatissimo e usatissimo… all’estero!
Sono passati ormai sei anni da quando Massimo Banzi e i suoi colleghi dell’Interaction Design Institute di Ivrea inventarono Arduino, modulo hardware in grado di essere controllato da semplici librerie Open Source allo scopo di fare da “core” di qualsiasi progetto di automazione elettronica venisse in mente a sviluppatori e programmatori.
Arduino si può acquistare pre-assemblato o può essere realizzato in proprio utilizzano le specifiche Open fornite dal team di Arduino. In molte parti del mondo è un must, una specie di pietra filosofale con cui studenti, smanettoni e inventori possono realizzare con pochissima spesa progetti di robotica, strumenti di automazione o tools di controllo in collegamento con un PC.
Soprattutto negli Usa il piccolo (modulo) italiano si è fatto un nome quasi mitico: sistemi di controllo per innaffiare il giardino, progetti per l’utilizzo intra-aziendale della rete Gsm, macchine da caffè intelligenti, tasti, pulsanti e led connessi alla scheda come terminazioni nervose per gli usi più disparati e più folli.
Googlate (lo so che è orrendo, maperché solo gli anglofoni devono potersi permettere un verbo per Google?) “arduino” e scoprirete quanti sono i siti italiani (quasi nessuno) e quanti quelli stranieri che si occupano in modo entusiastico di Arduino. Ma perché?

Commenti
Ma perchè?
Il mio modesto parere è che ormai gli italiani vogliono solo una cosa: copiare in tutto e per tutto le inutilità americane. Mentre invece gli americani, che sono più sgamati prendono le cose che in Italia neanche si conoscono e ne fanno una bandiera.
E poi ormai gli italiani sanno fare solo 3 o 4 cose:
guardare il calcio, guardare il grande fratello e controllare con chi va a letto il nostro premier.
Salve a tutti