Ecco perché il Web 2.0 è ancora 1.5 senza la banda mobile
da : Rocco Neo Medina: 11 novembre 2010, 10:16
Nel nostro Paese restiamo ancora pesantemente penalizzati dalla mancanza di banda mobile larga e a buon prezzo
Il Web 2.0, la rivoluzione “social“, le geo-applicazioni: niente di particolarmente originale, si dirà. Sono temi e novità che iniziano ormai ad avere qualche anno di vita, ma in Italia per la maggior parte degli utenti mobili restano ancora un mistero.
Ho sempre visto il nuovo Web Sociale come una semplice riedizione, solo più complessa e accattivante, di ciò che successe agli albori del Web Personale.
Infatti, mentre fra le miriadi di retweet e reblog, Tumblr, Tweeter e quant’altro si stanno affermando anche in Italia, integrandosi pian piano con il preferito Facebook, non vedo a cosa mira tutto questo se non ad avere, di nuovo, tutti un nostro blog, o meta-blog, in rete. Praticamente niente di clamorosamente distante da Geocities, quantomeno dal punto di vista dei contenuti.
Quello che doveva cambiare, che ovviamente un po’ alla volta sta cambiando e che tuttavia ci si aspettava esplodesse un po’ prima qui da noi, era ed è il riferimento costante al tempo reale dell’autore, alla sua posizione attuale nello spazio, sostituendo l’immanenza statica di Geocities e del Web 1.0 con la dinamicità del cambiamento costante.
Beh stiamo ancora aspettando. Se non si da’ la possibilità di stare connessi always-on con i fantasmagorici handheld sociali che ci propina il mercato, e dunque non si aggiunge la dimensione spazio-temporale necessaria per le geo-apps, siamo ben lontani dal 2.0, e siamo invece ancora a Geocities, solo con un po’ di grafica in più.
Speriamo di non dover attendere il Web 3.0 per avere in tasca terminali sempre online che non costino milioni di lire e che facciano provare anche alle fasce di utenza non-pro l’ebrezza di fare – decentemente – check-in su FourSquare!
