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Anche YouTube alla corte di SIAE, ma con le regole del web

da : Rocco Neo Medina: 28 luglio 2010, 23:26

Annunciato l’accordo triennale per il versamento dei diritti d’autore da YouTube alla Società Italiana Autori ed Editori.

Quando un giorno YouTube dovesse diventare a pagamento, o – nel caso migliore – imbottirci di pubblicità per sfogliare i suoi video, ricorderete la data di oggi, giorno in cui anche lo sportello SIAE si mette in fila fra i creditori di Youtube, che si impegna fino a Dicembre 2012 a versare i compensi per i diritti sulle opere musicali utilizzate nei video.

Niente di straordinario, succede in molti altri Paesi, ma quando in Italia accadono cose che sono normali per gli altri Paesi in genere sono delle novità per noi. Si, perché da noi “prima” funzionava sempre in un modo un po’ diverso, un po’ particolare.

In questo caso mi riferisco ai criteri di ripartizione dei diritti nell’accordo con YouTube, o almeno a quanto è finora trapelato in mancanza di comunicati ufficiali.

Se infatti la SIAE ha utilizzato finora degli schemi “piramidali” per rimborsare i suoi artisti (i più famosi - i cui brani vengono suonati di più – hanno quote di ripartizione progressivamente più alte di quelli meno famosi), stavolta se vuole i soldi dal web deve giocare con le regole del web.

Ecco la novità (per noi italiani): i brani verrebbero pagati a clic, indipendentemente dal cumulo totale delle riproduzioni: ogni esecuzione tot millesimi per l’artista. Eh già, non è più democratico così? Grazie YouTube, a nome della comunità degli artisti (sconosciuti) italiani!


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