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I Pirati che venivano dal freddo

da : Rocco Neo Medina: 21 luglio 2010, 23:31

Perché no? Ma scusate, le leggi e i provvedimenti esecutivi non vengono fatti grazie ai partiti eletti dal popolo, ecc.. ecc..?

Se la democrazia deve piacere sempre, qualunque piega prenda la discussione politica o la qualità delle scelte, a costo di perderla quella preziosissima conquista; se tocca sopportare le fasi in cui governa qualcuno che non ci sta simpatico (“praticamente sempre” dite voi?), tollerare le scelte e costruire le risposte alternative; se insomma chi sta li’ comanda e chi sta qui cerca di partecipare attraverso i partiti, allora nessuno dovrebbe obiettare sulla legittimità del PiratPartiet, e sulle discusse proposte di questi giorni.

Sembrerebbe proprio che ce l’avessero fatta, trasformando per davvero un’istanza popolare – se volete di un piccolo popolo, ma comunque notevole e rumoroso – in un democratico processo di partitizzazione, fino al successo elettorale e alla presenza nel parlamento Svedese.

Ora che i pirati sono onorevoli e siedono (due) in un parlamento europeo non si può più liquidarli via così in due parole. 

A fasi alterne alcuni Paesi dell’Europa sono stati luoghi franchi per questa o quella attività più o meno permessa negli altri Stati membri, e se le cose continuano così la Svezia potrebbe diventare presto un porto aperto per i pirati, con un provider in piena regola per fornire connessioni anonime e non loggate, un supporto politico in parlamento e un partito pronto a combattere qualunque limite si ponga all’iniziativa.

Venti nuovi dalla Scandinavia dunque, come quando da Helsinki e dalle altre Università finlandesi risuonavano potenti alla fine degli anni ’80 i nuclei delle prime reti Bitnet con il loro carico di informazioni libere. Incomprensibili attitudini vichinghe…


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