Volete l’iPad? Preparatevi a comprare anche un fantastilione di accessori
da : Rocco Neo Medina: 15 giugno 2010, 09:00
Apple non è certo nota per i prezzi accessibili e l’ultimo gadget uscito sul mercato (l’iPad, perché l’iPhone 4 non è ancora in commercio) non fa affatto eccezione. Spendere dai 500 agli 800 euro per un gadget ancora difficile da definire, è una spesa non da poco, ma essere costretti a sobbarcarsi la spesa di una lunga serie di accessori ci sembra un po’ troppo.
E’ successo in Australia, dove gli acquirenti di iPad si sono visti costringere all’acquisto di optional non necessari, ma soprattutto non voluti: protezioni per lo schermo, docking station, custodie, carica batterie e estensioni della garanzia. Il tutto dovuto ad una presunta regola di Apple.
I clienti hanno raccontato che i commessi hanno detto che “la politica dell’azienda” o “la politica di Apple” è quella di vendere i dispositivi solo con gli accessori. Il direttore del negozio JB Hi-Fi Rivenditore Autorizzato Apple ha detto che certo era una brutta politica, ma “è la politica di Apple e non si può vendere diversamente”.
In più, gli acquirenti sono stati costretti a comprare una SIM dell’operatore Telstra perché gli iPad sono bloccati con quelle SIM. Ma neanche questo è vero. Sulla faccenda adesso indaga l’Australian Consumer and Competition Commission and Consumer Affairs, ma al momento non si hanno notizie di dichiarazioni di Cupertino che forse dovrebbe scegliere meglio i propri rivenditori.
Brutte vicende hanno avuto Apple come protagonista ultimamente: le lamentele per le censure sulle applicazioni dell’App Store (ultime vittime sono stati degli adattamenti in fumetti dell’Ulisse di Joyce, per colpa di una donna a petto nudo, e de “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Wilde a causa di un bacio gay) e l’irruzione e il mega sequestro a casa di Jason Chen, editor di Gizmodo USA, reo di aver pubblicato in anteprima mondiale le foto dell’iPhone 4, sono solo alcuni esempi.
Se oltre al tentativo di Cupertino di riportare l’IT all’epoca vittoriana e alla chiusura sempre più ferrata del suo sistema si aggiungono anche i rivenditori affetti da eccesso di zelo, è segno che c’è qualcosa da rivedere.

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