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HTML5, la rivincita degli anziani

da : Rocco Neo Medina: 26 May 2010, 22:40

Con passo lento l’HTML si accinge a sopravanzare applicazioni e sistemi legacy.

C’è voluto tanto, gli standard nascono, crescono e muoiono ma sempre molto lentamente.

Le velocità di banda fissa e mobile sempre crescenti hanno favorito nell’ultimo decennio i grandi nomi dell’IT che attraverso drivers, sistemi legacy, strategie e tribunali hanno tappezzato ogni angolo della comunicazione di applicazioni dedicate e di sistemi chiusi.

L’evoluzione di un linguaggio è un fenomeno relativamente lento, lo sanno bene i programmatori vecchi e giovani: le comunità sono sempre più larghe e le biosfere dei linguaggi sono talmente intricate e complesse che cambiare davvero costa tempo e lavoro. Figuriamoci l’HTML, il più semplice forse dei linguaggi oggi utilizzati, storicamente abbastanza giovane, eppure il più importante e diffuso.

Piano piano, l’HTML versione 5 arriva alle spalle dei sistemi di chat, di videofonia, delle superpiattaforme di gaming, e li sorprende tutti con la possibilità di gestire immagini (Canvas) e audio (esperimenti con Firefox, manipolazione in realtime di samples) direttamente attraverso JavaScript, prefigurando un ritorno alla centralità del client.

In pratica, l’altalena client-server non si ferma mai in equilibrio, e le fasi storiche si alternano portando al successo piattaforme ora più centralizzate, ora più diffuse – avete mai pensato a cosa hanno di profondamente diverso fra loro il P2P e il cloud computing? Non è forse quest’ultima una nuova forma di centralizzazione?  

Con HTML5 si respira aria nuova, il client e le connessioni paritetiche tornano al centro della scena, tutti editors e tutti producers, audio e immagini gestibili direttamente attraverso la semplice connessione web; non una singola azienda o un mero standard industriale, bensì una vastissima comunità e il suo linguaggio di interscambio.

La quinta generazione del linguaggio che è alla base del Web porta forse con sè frutti che saranno duraturi e sostanziosi, una versione riveduta e corretta dell’esperanto che da venti anni permette l’esistenza stessa della rete.


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