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StreetView, a cosa serve la legge

da : Rocco Neo Medina: 20 maggio 2010, 00:15

Ecco cosa vuol dire affrontare le tecnologie senza un’adeguata normativa. Ora Google col piffero che consegna i suoi hard disk.

Le innumerevoli cause e inchieste che Google affronta in tutto il pianeta continuano a funzionare da rompighiaccio, dimostrando ogni volta come la società occidentale e i governi nazionali non hanno ancora approntato un tessuto di norme e di regole in grado di far fronte alle tante questioni che le nuove tecnologie pongono ormai quotidianamente.

Ricordo qualche anno fa quando eravamo tutti impegnati a stilare i DPS, i documenti sulla sicurezza che ogni azienda dovrebbe (deve?) stilare e rispettare quando si trova a trattare dati personali di clienti e utenti, conservando poi doppie copie degli elenchi sotto chiave, a prova di fuoco e di attacco informatico, eccetera eccetera… A parte il fatto che poi, in una serie lunghissima di rinvii e rinnovi, le corporazioni di avvocati, commercialisti, studi tecnici ed estetici e via dicendo non hanno mai completamente aderito alle richieste della legge, l’adempimento è uno dei tanti in materia di privacy che ci viene presentato periodicamente come importante, e ogni volta tanto rumore e tanti soldi…

In un tale clima, viene dunque da chiedersi come è stato possibile non prevedere problemi quando Google si è apprestata a sguinzagliare le sue Google Cars per la raccolta indiscriminata di immagini e dati geografici. Cosa potevano mai fare con uno scanner a bordo girellando per le nostre città? Perché nessuno li ha trattati già a livello preventivo alla stregua di paparazzi troppo invadenti o di war-dialers o di hackers che vanno in giro a cercare reti aperte?

Il punto non è l’onestà di Google, la quale anzi ha ammesso di aver raccolto indebitamente dati sensibili, ma la certezza di un diritto e di un’applicazione delle regole che valga per tutti e che definisca una volta per tutte che cosa è la nostra identità personale e a chi appartiene.

Siamo ben contenti che il Garante abbia messo gli occhi sulla situazione, e speriamo che le alzate d’ingegno dei mattacchioni di Mountain View servano da shock a un impianto legislativo assolutamente incoerente con le esigenze delle nuove tecnologie. Intanto però fa sorridere che, ora che i buoi sono scappati, si chiedano a Google gli hard disk con i dati raccolti, senza che probabilmente ci sia nessun modo efficace di ottenerli integri e veritieri se non intraprendendo un’azione di polizia!


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