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Il ministro ‘scaricatore’ stila le nuove regole della rete

da : Rocco Neo Medina: 18 maggio 2010, 08:40

Strana storia quella di Roberto Maroni, da hacker confesso a ideatore del “bollino” per la rete.

A dimostrazione di quanta confusione ci sia fra le alte sfere che dovrebbero mettere ordine nelle regole e nelle prassi della nostra vita quotidiana, la bozza del codice di autodisciplina per i fornitori italiani a tutela della dignità della persona la scrive il signore che nel Governo ha dimostrato di “capirci di più”, confessando candidamente di scaricare musica illegalmente da Internet.

Personalmente esprimo tutta la mia simpatia per l’innocenza e la sfrontatezza con cui il Ministro dell’Interno Maroni dichiarò nell’aprile scorso di essere un impunito scaricatore e di appoggiare senza mezzi termini la pratica di condivisione dei files musicali. Il punto sollevato da Maroni fu proprio che certi materiali digitali non possono essere sottoposti così rigidamente alle leggi del copyright, e che bisognerebbe che lo Stato si facesse carico di condividere musica ed arte a beneficio di tutti i cittadini. Bello.

A parte il fatto che il rumore che queste dichiarazioni hanno generato se lo portò subito via il vento, e la notizia che Confindustria e altri si fossero molto arrabbiati per queste dichiarazioni è risuonata decentemente solo sui media europei, molto meno in quelli italiani.

A parte il fatto che dichiarazioni del genere basterebbero a qualche finanziere un po’ zelante per portarvi via PC, mouse e tappetino – il Ministro invece può dire ciò che vuole.

A parte il fatto che, mentre i tribunali di mezzo mondo sono infestati da cause relative a diritti digitali, forse temi così delicati e sensibili meriterebbero ragionamenti circostanziati piuttosto che sparate ad effetto senza nessuno scopo se non quello di fare arrabbiare tutte le parti in gioco.

A parte tutti questi fatti, ecco che proprio dal Ministero degli Interni, l’espertone Maroni, insieme all’altro esimio esperto Romani, ha stilato la bozza di quello che dovrebbe diventare un codice di autoregolamentazione degli operatori. Azzeccatissimo (o freudiano?) il titolo di Punto Informatico: “Il Governo vuole autoregolamentare la Rete”, un po’ come “chi ha suicidato Pinelli?”.

Ma d’altra parte con la rete è sempre stato così. A Roma devono aver pensato: “visto che Bob Maroni sa spippolare con il computer, che scrivesse lui qualcosa su come fronteggiare i reati in Internet… Come, li compie anche lui?”


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