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Cina, Google non è tutta Internet

da : Rocco Neo Medina: 24 marzo 2010, 08:45

Da questa parte del mondo ci si sta forse creando un’idea sbagliata sui netizens cinesi, che certo non hanno bisogno di Google per affacciarsi al mondo.

A parte l’ovvio valore simbolico della diatriba a tre fra Google, governo USA e governo cinese, non sarà che gli occidentali si immaginano una Cina che naviga su poche pagine, magari realizzate in low-graphic, su cui impera incontrastata la censura governativa? Guardiamo meglio…

I quasi 400 milioni di netizens cinesi, checché ne pensiamo, navigano tranquillamente su siti porno, siti di p2p e pagine di giornali occidentali; la realtà è un po’ più complessa di quanto ci viene dato di sapere dai media.

Fondamentalmente quello che infastidisce le alte sfere cinesi sono i riferimenti storici, per esempio a piazza Tien An Men, le innumerevoli presenze religiose dichiarate non ortodosse col regime, e in generale la possibilità di organizzare movimenti di pensiero alternativi e trasversali. Ecco quindi che il mezzo più temuto è quello che permette condivisione e contatto veloce e non filtrato fra i cittadini, per cui Facebook e Twitter in primis.

La vita nella rete cinese è tutt’altro che grigia e immobile, anzi è bella vivace, con una corsa continua a spostare commenti e post per renderli sempre visibili e raggiungibili: dall’alto si interviene con semplici mezzucci, come togliere – o meglio far togliere – il tasto “commenta” dai portali di news scomode; oppure -pare- si pagano navigatori che cliccano sui siti filo-governativi in modo da renderli più appetibili per le campagne di ads.

Dal basso invece si saltella da una parte all’altra per riuscire ad ottenere una navigazione completa e non censurata, a volte utilizzando VPN finanziate da privati filo-liberali che permettono di scavallare i confini imposti.

Di certo è che in Cina Google non è tutta Internet, e farebbe bene anche a noi ricordarlo ogni tanto.


Commenti

Quanti pregiudizi ed ingenuità interessate nei media occidentali! I cinesi sono più smaliziati di quanto pensiamo ed è per questo che Google ha perso la sua battaglia con Baidu. Ora, per lenire le non lievi ferite economiche, meglio atteggiarsi a vittima che riconoscere la sconfitta.
Complimenti per un articolo obiettivo che è fuori dal monotono coro.
Roby

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