E ora Google accusa Viacom di fare il gioco sporco
da : Rocco Neo Medina: Marzo 19, 2010, 9:15 am
Incredibile: secondo Google la potentissima media holding avrebbe deliberatamente infranto le regole favorendo l’upload illegale di sue produzioni.
Noi italiani abbiamo ormai fatto il callo al grigio clima di denunce incrociate, inciuci e schifezze varie, però anche da qui fa un certo effetto leggere le ipotesi di reato denunciate da Google nei confronti di Viacom.
Si arriva alle accuse di oggi dopo che Viacom ha “perso” l’acquisto di YouTube nel 2006 - acquistata poi da Google per un miliardo e mezzo di dollari - e dopo che la stessa Viacom ha denunciato Google nel 2007 per violazione del diritto d’autore, chiedendo un miliardo di dollari di risarcimento. Più o meno la stessa storia che vede YouTube impegnata nelle aule giudiziarie di molti paesi fra cui l’Italia.
Ora Google cita Viacom accusandola non solo di aver chiuso reiteratamente entrambi gli occhi su una gran quantità di spezzoni di proprietà Viacom caricati “illecitamente” su YouTube, ma addirittura di aver operato segretamente per facilitare e promuovere questa pratica attraverso l’azione di alcuni suoi alti dirigenti.
Non è una novità che negli ultimi anni le grandi industrie di IT sembrano passare più tempo in tribunale che a sviluppare prodotti, e non senza noia seguiamo puntate su puntate di diatribe infinite per questioni prevalentemente inerenti il diritto d’autore su questo o quel prodotto.
Tuttavia, il nuovo match che si profila fra Google e Viacom ha il sapore della presa in giro rispetto al polverone continuo sul copyright e sulla necessità ritenuta sempre più impellente dei grandi nomi di tutelare video, canzoni, marchi, innovazioni, device.
Non è bello chiedere rigidità nei confronti degli utenti quando i primi a infrangere le regole sono proprio coloro che si dichiarano pesantemente danneggiati dallo scambio libero di audio e video in rete: anzi, si dimostrerebbe così - ma i più attenti lo hanno capito già da tempo - che sotto sotto non è per nulla controproducente “spargere” spezzoni qua e là, e si intuisce che se le cose fossero fatte alla luce del sole con onestà e sincerità intellettuale la condivisione in rete porterebbe solo benefici all’economia, all’arte e alle libertà sia di espressione che di mercato, che invece ci si ostina a dipingere sempre e per forza contrapposte e avversarie.

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