La TV arriva in rete. Ma chi ce l’ha invitata?
da : Rocco Neo Medina: Marzo 2, 2010, 9:10 am
Internet rischiava di scalzare la TV? Nessun problema, basta spostare la TV in Internet!
Da qualche giorno c’è grande euforia sui giornali e nei blog di settore riguardo alle aspettative nel mercato dello streaming e dell’offerta audiovisiva di nuova generazione, che viene visto in massiccia crescita in ogni suo settore, da quello delle infrastrutture, ai contenuti, alla pubblicità, ai diritti. Grande ottimismo proviene ad esempio da un report di IT Media Consulting che, riporta Repubblica, proietta aumenti fino al 700% da qui al 2013.
All’improvviso ci si accorge che per bissare i successi basta offrire lo stesso prodotto, solo con qualche ritocco. Il prodotto è la TV, il più possibile in diretta, il ritocco è lo streaming. Forse la rete meritava - e proponeva - qualcosa di più che una semplice TV 2.0, che invece si prospetta come una sorta di iper-televisione forte di una mega-offerta di diretta e on-demand continua e incessante, invadente e potenzialmente soffocante in termini di utenza rispetto a qualunque altra offerta alternativa di contenuti.
E invece con la scusa che si cerca di battere la pirateria facendo uscire prima di tutti preview, versioni sottotitolate o intere serie, non si fa altro che riversare l’immensa cesta di produzioni televisive su una rete sempre più carica. Per cui via allo streaming massivo, si tirino dentro anche gli spettatori più svogliati con la “tv del giorno dopo” in download o on-demand, si lavori in fretta alle piattaforme proprietarie per cercare di accaparrarsi quote della futura TV in rete.
Tutti contenti, i report dicono che si faranno ancora ottimi affari, basta trovare le squadre giuste su cui scommettere. E in Italia si sa, c’è sempre una partita in cui fare il tifo: “… Mediaset segna per prima contro YouTube in tribunale, doppietta poi con la sentenza Vividown; accorcia le distanze a sorpresa Romani con la versione soft del suo decreto (che sostanzialmente non delinea un bel niente e rimanda ancora le questioni importanti alle calende greche). Ci si attende battaglia nel secondo tempo…”

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