Decreto Romani, la discussione accelera
da : Rocco Neo Medina: 3 febbraio 2010, 07:20
Accelera in poche ore il dibattito, in cui interviene anche la destra finiana. Domani le Commissioni Parlamentari si pronunceranno, ma la strada è molto sdrucciolevole.
Giustamente Romani, viceministro con delega alle Comunicazioni, al TG1 delle 13 (di ieri 2 febbraio) rivendicava che l’obiettivo della proposta a suo nome è sostanzialmente di interferire con regolamentazioni e strette fiscali nel rapporto TV – WEB, laddove tutti sanno che ci troviamo in mezzo a una partita legale fra Mediaset e YouTube.
Il povero Romani è già sotto tiro da un po’ da parte di associazioni, movimenti, pubblicazioni e netizens in genere, oltre che dall’opposizione in Parlamento e anche dal presidente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni Corrado Calabrò. Nelle dichiarazioni del Governo il decreto andrebbe esattamente nella direzione delle Direttive Europee sui media, mentre molti si stanno sbracciando per far notare che non è proprio così.
Verso il pomeriggio poi si è fatto sentire Ffwebmagazine, il periodico on-line di FareFuturo, think tank della destra finiana. Nel lungo e sostanzioso post si legge l’ennesimo appello a fare più attenzione quando si pretende di “lavorare” la rete dall’esterno, e a salvaguardare sempre e comunque quella libertà di espressione che la rete impone per diritto naturale. Il povero Romani insomma le prende da tutte le parti.
Passano un paio d’ore e attraverso APCOM Romani fa presente la disponibilità ad alcune aperture sui meccanismi delle quote di investimento per i network, e ricorda che per quanto riguarda la rete l’attenzione sarebbe incentrata solo sugli attori commerciali e non su web e blog in generale. Insomma si ribadisce che il web dovrebbe funzionare sostanzialmente “sotto autorizzazione ministeriale”.
Se nulla accade, il tutto per il popolo della rete che assiste a questo scontro fra enormi “detentori di diritti” come YouTube, Google e Mediaset, si risolverà probabilmente in balzello, visto che Romani parla di una sorta di “dichiarazione di inizio attività per i requisiti amministrativi”.
E pensare che tutto nasce dalla diatriba sugli spezzoni del Grande Fratello su YouTube…

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