Aumenti in vista nel mercato DRAM e LCD
da : Rocco Neo Medina: 14 gennaio 2010, 09:00
Arriva – con i suoi tempi – la crisi nel settore della produzione microelettronica, e si manifesta sotto forma di aumento dei prezzi per i componenti base.
Qualcuno ricorderà che periodicamente, da quando il PC è diventato bene di consumo, i prezzi di componenti low-level tipo RAM e schermi LCD subiscono volentieri delle improvvise oscillazioni al rialzo per misteriosi incendi di industrie produttrici, strani effetti ritardati dei cambi valutari, mega-operazioni di speculazione basate sulla rapidissima economia di scala che caratterizza in particolare i mercati di memorie e CPU.
A volte la stranezza di queste oscillazioni è dovuta al fatto che i magazzini principali dove tali merci vengono stoccate sono a loro volta soggetti attivi nella catena di mercato, per cui il consumatore finisce per subire sul prezzo di acquisto gli effetti di un magazzino asiatico troppo pieno o troppo vuoto, o di qualche vendor intermedio che agita il mercato con una gestione ardita (o astuta!) degli ordinativi.
Un po’ come la benzina quindi: un bene diventato talmente “liquido” e fondamentale da favorire speculazioni, trading, investimenti sulle valorizzazioni.. insomma la solita finanza.
Ecco dunque che nel 2010, secondo gli analisti di Gartner, l’onda lunga della crisi arriva nel mare magnum dei semiconduttori. Il Financial Times spiega che i prezzi delle DRAM sono appena cresciuti del 23%, seguiti dagli LCD che hanno totalizzato un aumento del 20%.
FT ipotizza un doloroso 2010 per i prezzi di PC e informatica di consumo in generale, dato che l’aumento dei componenti base si accoppierà ai costi legati ai maggiori investimenti anti-crisi realizzati recentemente nel settore, dai quali è ancora un po’ presto attendersi effetti benefici. Pensare che nell’ultimo decennio il calo dei prezzi finali era stato complessivamente di quasi 8 punti percentuali.
Una volta ancora risulta evidente che, in questo come in altri settori, gli effetti della crisi sul grande pubblico di consumatori iniziano in verità ad arrivare solo adesso in sella a un’onda ben più lunga del previsto. Stiamo freschi.

Inserisci un nuovo commento