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E = m G^2

da : Rocco Neo Medina: Gennaio 13, 2010, 9:00 am

Nessuno sembra impaurirsi se Google chiede di entrare nel mercato dell’energia. Ma è solo questione di spendere meno in corrente elettrica?

Sono parecchie le industrie che hanno ottenuto il permesso di operare direttamente sul mercato dell’energia negli USA, circa 1500. Sono aziende che principalmente hanno ingenti spese di consumo energetico, vuoi per produzione vuoi per gestione degli immobili e dei sistemi. Succede (meno) anche in Europa.

Non stupisce quindi la richiesta di Google all’ente regolatore FERC di entrare da player nel mercato dell’energia, comprando e vendendo direttamente sul mercato all’ingrosso.

L’informazione però che non appare è che operare da “marketmaker” su un mercato come quello dell’energia vuol dire sostanzialmente accedere al giro grosso, il giro di quelli che integrano spesso e volentieri le loro attività istituzionali con la finanza speculativa e la famosa scienza dei derivati. Questi ultimi diventano particolarmente liquidi e attivi nel caso dell’energia, pezzi pesanti.

La necessità di autoalimentarsi è legittima per colossi del genere, ma sarebbe praticabile anche la via di un investimento importante su forme alternative - che immagino diventerebbe anche un precedente spettacolare.

Ma qui non si scherza, Google diventerà presto un nome che si mischia ai vari nomi di banche e finanziarie, e metterà un piede importante in un settore - quello della fornitura e il trasporto di energia - che potrebbe in futuro anche incontrarsi molto da vicino con il mondo delle reti.


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