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Il social gaming in cerca di valore

da : Rocco Neo Medina: 5 novembre 2009, 08:31

Mentre Nokia annuncia la dismissione della linea N-Gage, negli USA ci si interroga sui metodi per “acchiappare” il cliente del social gaming, settore in evidente affanno. Cosa non ha funzionato finora?

Prima anticipiamo la risposta: non sono arrivati – e non arrivano – abbastanza soldi dal social gaming.

Sul lato mobile, N-Gage è un esempio importante: il device di Nokia presentato nella primavera del 2008 (già nel 2003 aveva fatto capolino senza riscuotere alcun successo) non vivrà oltre i due anni, dato che la casa finlandese ha annunciato la chiusura della piattaforma entro il 2010. Certo le applicazioni esistenti saranno trasferite sull’Ovi Store, ma il segnale è di quelli importanti.

Nel caso di N-Gage, e di altre piattaforme di mobile gaming, il valore aggiunto avrebbe dovuto essere principalmente spalmato sui costi di traffico e connessione, poiché sembra abbastanza improbabile che giovani e giovanissimi utenti siano disposti a pagare royalties o licenze oltre al costo della connessione. Quindi è immediato constatare che se i costi di connessione proprio non vogliono saperne di scendere in modo significativo – non parlatemi di offerte! leggo oggi che TIM vuole solo un euro al giorno per controllare la posta con un contratto aziendale!! – non ci può essere ulteriore valore da grattare per chi fa hosting di social games.

Sul fronte web dove sembrava che ci fossero meno problemi – il pubblico è già disposto ad acquistare servizi a valore aggiunto oltre la spesa della connessione oramai percepita come quella di una linea telefonica classica – grossi ostacoli iniziano a farsi vedere. Infatti, l’obiettivo delle piattaforme di gioco mirate ai giovanissimi (ad es. quelle della PlayFish, uno dei maggiori host di social games al momento), o anche della miriade di giochi browser-based per giocatori meno giovani, non è tanto di far pagare il giocatore occasionale una o due volte, ma di averlo come “recurring player“. E’ una parola!

Ecco quindi che spuntano le offerte aggiuntive per chi acquista il gettone più caro, o il pacchetto più grande, o la ricarica più costosa.

E’ sempre la stessa storia: quanto dura la disponibilità alla spesa di un utente medio su una medesima piattaforma (di gaming o meno)? Per N-Gage meno di due anni.


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