Intel mostra i primi chip a 22 nanometri
da : Matteo Vicodoro: 23 settembre 2009, 18:01
Si può fare! La società ha dimostrato il primo wafer di silicio prodotto con la tecnologia di processo più sofisticata esistente al mondo con cui saranno realizzate memorie e CPU.
Paul Otellini, CEO di Intel, ha approfittato per affermare che la ‘Legge di Moore‘ è ancora valida e in pieno sviluppo. Il nuovo processo a 22nm rappresenta infatti l’evoluzione di quello attualmente più avanzato (32 nm) con cui saranno prodotte le CPU a elevate prestazioni con la grafica integrata nel corso del prossimo anno.
Il wafer a 22 nanometri presentato da Intel è costituito da un singolo die contenente 364 milioni di bit di memoria SRAM, e include oltre 2,9 miliardi di transistor in un’area delle dimensioni di un’unghia. I chip contengono la più piccola cella SRAM in un circuito funzionante finora disponibile di 0,092 micron quadrati. I dispositivi si basano sulla tecnologia dei transistor con gate metallici ad alta costante k (high k) di terza generazione che promettono prestazioni elevate e dispersione ridotta.
Mentre i laboratori sperimentano i 22 nm, la tecnologia a 32 nm è già stata certificata per i wafer dei processori Westmere in lavorazione negli impianti già nel corso dell’ultimo trimestre di quest’anno. Dopo il passaggio a 32 nm, Intel introdurrà la microarchitettura di nuova generazione, “Sandy Bridge”, che includerà un core di grafica sullo stesso die del core del processore, oltre a istruzioni AVX per il software in virgola mobile, multimediale e a elaborazione intensiva.
Intel ha anche annunciato un programma per incoraggiare lo sviluppo di applicazioni software che possano essere scritte una volta sola ma eseguite su dispositivi diversi. Atom Developer, questo il nome, rende disponibile un framework che consente di creare e fornire applicazioni per netbook e altri prodotti basati su processore Intel Atom che supportano piattaforme diverse, più sistemi operativi e ambienti runtime.
Proprio gli ambienti di runtime consentono agli sviluppatori di utilizzare lo stesso codice per supportare varie piattaforme senza corposi interventi di riprogrammazione, riducendo i costi e i tempi d’introduzione sul mercato. A trarne vantaggio saranno gli OEM, come Acer e Asus che hanno già avviato collaborazioni con Intel.

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