Nehalem EX attacca Itanium
da : Maurizio Lazzaretti: Maggio 27, 2009, 2:44 pm
Intel svela ulteriori dettagli sulla versione server a 8 core della famiglia Nehalem, in arrivo a fine anno.
Il previsto lancio di Istanbul al Computex la prossima settimana deve avere suggerito ad Intel di fornire ulteriori informazioni sulla versione server da 4 e 8 socket dello Xeon generazione Nehalem EX.Un bel salto in avanti rispetto alle versioni correnti di Xeon ma previsto in produzione verso la fine dell’anno. Contrariamente al passato, quando ogni nuova generazione di CPU prima usciva nel settore server, questa volta Nehalem è uscito in una sola versione desktop quando tutti comperano notebook, e con un socket che nasce e muore con il Core i7.
Tornando a Nehalem EX non è difficile prevedere il suo successo nella fascia di server a quattro socket (4S) del mercato x86. Nehalem desktop con quattro core e 8 MB di cache era un piccolo mostro, figuriamoci ora la versione EX con otto core e 24 mb di cache. Aggiungiamo quattro link CSI/QPI ed ecco pronto un bel chip scalabile tranquillamente fino a 8 socket senza chipset o silicio di terze parti.
Come si vede dal diagramma di un normale server 4 socket ogni Nehalem EX ha quattro controller di memoria contro i tre di Core i7, che però non sono connessi direttamente alle 16 DIMM supportate per ogni canale. Dato l’uso serio di Nehalem EX (Core i7 è nato per i giocatori ricchi un poco pazzerelloni, Apple infatti non ha nemmeno pensato di utilizzarlo sui suoi desktop) per gestire 16 DIMM per canale, 64 per sistema 4S, Intel ha deciso di utilizzare dei buffer inseriti nella scheda madre, probabilmente ogni 4 DIMM, anche se da Santa Clara non sono uscite informazioni su velocità, tipo e banda passante delle memorie che saranno supportate. Un effetto collaterale è quello di spostare i costi dalle DIMM che ora saranno delle DDR3 più o meno standard alla scheda madre, piena di buffer anche senza memoria installata.
IBM è stata la prima ad uscire con un risultato di 1,2 milioni sul benchmark TPC-C,la prima volta per un server a quattro socket x86, e Intel assicura che altri record seguiranno quando il chip sarà in produzione.
Ma la limitazione più grande degli Xeon quando tentano di entrare nella fascia alta del mercato server, che Intel dà comunque in continua e inesorabile riduzione, è la mancanza di funzionalità di correzione degli errori di sistema. Intel ha sempre evitato di inserire funzionalità del genere negli Xeon per proteggere il proprio mercato Itanium, ma ora Nehalem EX ha una nuova tecnologia MCA, Machine Check Architecture.
Praticamente MCA identifica gli errori della CPU, della memoria e dell’I/O e permette di correggerli senza mandare in crash l’intero server. La cosa per funzionare deve essere ovviamente supportata nel sistema operativo, e Intel ha già arruolato Novell, Redhat, VMware e Microsoft. Insomma ormai Itanium, ritardato di un altro nella versione quattro core, ormai non è evidentemente più un prodotto strategico da proteggere ad ogni costo e la tecnologia x86 è diventata abbastanza veloce per sostituirlo quando sarà il momento.
Nel settore desktop dopo l’abbastanza inutile Core i7 il mercato attende i Core i5 (Lynnfield), altro nuovo socket con due soli canali DDR3 e nuovo chipset serie P55. Secondo i taiwanesi i Core i5 sono stati ritardati a settembre per dare modo di smaltire le schede madri Socket 775, come se a fine anno lo standard più diffuso sul mercato dovesse sparire nel nulla.
Con i prezzi delle tre versioni quad core senza grafica dei Core i5 che circolano, non vedo la gente correre nei negozi. Si parla di 562$ per il modello a 2,93GHz, 284$ per il 2,8GHz e 196$ per il 2.66GHz con altri 40$ solo per il nuovo chipset.


Commenti
Itanium è stato un fiasco pazzesco fin dall’inizio quando ne volevano fare il super-super processore del futuro a 64bit. In tanti anni non si è mai sviluppato e oggi lo monta quasi solo HP e in una linea server di cui le installazioni si contano sulla punta delle dita. La storia è chiara: prima Intel ha dovuto mollare sui 64 bit per evitare che AMD con l’Opteron la facesse a pezzi; ora molla anche sulla gestione degli errori. Come dimostra il successo dei blade, il mercato dei grandi server non necessariamente bisogno di grandi processori…
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