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Scaricate il rapporto Caio

da : The Inquirer: Maggio 19, 2009, 1:33 pm

Dodici italiani su cento vivono sulla propria pelle il Digital Divide e le Adsl superveloci, quelle da 20 Megabit, sono un bluff: è un miracolo arrivare a 10. Finisce online su Wikileaks il rapporto che fotografa il divario digitale italiano

Il Rapporto Caio è in download per tutti e si scarica da Wikileaks: in primo piano la situazione reale del Paese e la fotografia del Digital Divide all’italiana, con le tre possibili soluzioni per portare la banda larga vera agli italiani.

L’apartheid digitale riguarda 12 italiani su 100. Ma c’è di più: come denunciato da VNUnet.it e associazioni consumatori, le Adsl da 20 Megabit, sono in molti casi un bluff: i 10 megabit sono un’utopia troppo spesso.

La situazione è destinata a deteriorarsi: servono 1,2-1,3 miliardi di euro per offrire al 99% della popolazione una banda larga almeno di 2 megabit, entro il 2011.

Consegnato al governo il Rapporto di Francesco Caio (intitolato Opzioni di politica industriale per la banda larga) sullo stato della banda larga e lo sviluppo delle telecomunicazioni in Italia, il Rapporto Caio suggerisce tre opzioni: la creazione di una società per la rete fissa, che con un misto integrato di fibra ottica e rame (Ftth o fibre-to-the-home, point to point), permetterebbe la copertura di 100 città, arrivando nel 50% delle case; puntare solo sulla fibra ottica, coprendo il 25% delle case; investimento pubblico limitato e la copertura di 10-15 città attraverso reti locali in fibra grazie a partnership con privati.
L’imposizione a Telecom Italia dello scorporo forzato della rete, è la più difficile.

Il rapporto analizza, in un centinaio di pagine, a fondo la politica industriale e si interroga sulle strategia italiane per capire dove l’Italia vuole collocarsi tra 5-6 anni nel mercato della broad band, in termini di copertura e penetrazione della fibra per le comunicazioni.

Ieri il presidente della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, Mario Valducci, ha invece ritirato fuori dal cilindro il fatto dell’italianità: si auspica che la rete fissa rimanga italiana, magari adottando il modello Terna.

Il controllo di Terna, rete di trasmissione nel settore elettrico, è passato da Enel alla Cassa depositi e prestiti: la Cdp potrebbe agire analogamente con la rete fissa di Telecom.


Commenti

Ormai le ADSL sono truffe legalizzate…non solo vanno lentissime nonostante le vari promesse di velocità elevate ma addirittura applicano filtri per bloccare il traffico p2p senza avvisare l’utente o senza farlo presente quando vengono stipulati i vari contratti!!!

  • da Marco
  • 19.05.09 3:29 pm
  • comment

Ma che caio di indagini fanno? I problemi veri sono terra terra, anzi sotto terra. Basta vedere un qualsiasi scavo. Poi per ciò che c’è sopra da quand’è che non fanno manutenzione? NElla mia via c’è un armadio di raccordo dei doppini tutto sbilenco e con pannelli caduti e aperti. Gli utenti di quel quartiere sperimenteranno il pluvio-divide (quando piove la rete gli va a carbonella).

  • da Darty
  • 20.05.09 7:39 pm
  • comment

Complimenti a Caio! finalmente qualcuno che ha messo tutto nero su bianco.

  • da Yari
  • 20.05.09 11:11 pm
  • comment

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