Rapporto Assinform: nel 2008 ICT italiano +0,4%, ICT mondiale 4,4%
da : Vincenzo Ciaglia: 11 marzo 2009, 11:11
Il mercato IT è in rapida discesa. Nel 2008 è ralletato a +0.8%, nel 2009 ci si aspetta un negativo del 5.9%.
L’ultimo rapporto Assinform parla chiaro. In sei mesi, da aprile a settembre 2008, l’IT italiana ha perso 29.000 addetti. La previsione sul quarto trimestre è un calo ulteriore dell’occupazione, dell’ordine di – 11,5% rispetto al primo trimestre dell’anno, con una perdita di altri 18.000 unità per un totale di circa 47.000 addetti in meno a fine 2008. Ciò significa che la crisi in 9 mesi ha mandato in fumo l’aumento occupazionale registrato dal settore in tre anni. Non si tratta di allarmismo, ma di valutare il fatto che negli ultimi mesi del 2008 i tempi della crisi si sono fortemente accelerati.
La conseguenza è stata una forte riduzione della domanda d’innovazione tecnologica, che per il settore IT ha significato chiudere l’anno con una diminuzione della crescita allo 0,8%, a fronte del + 2% messo a segno nel 2007. Si può dire che se per l’Information Technology italiana il 2008 non è stato ancora un anno di recessione, si è trattato tuttavia di un periodo di pesante rallentamento. Certo è che il settore ha ormai iniziato a risentire in modo serio di una crisi, i cui effetti perversi si stanno rivelando progressivamente.
Le previsioni sul 2009, infatti, sono preoccupanti. Se nel frattempo non interverranno correttivi efficaci, il trend di crescita del settore nel 2009 potrebbe subire un calo, dell’ordine di -5,9 punti percentuali.
Nel 2008 il mercato aggregato dell’ICT ha raggiunto i 64.463 milioni di Euro (+0,1%). Il minor dinamismo rispetto al 2007, quando era cresciuto dello 0,9%, è spiegabile dalla riduzione del giro d’affari della componente telecomunicazioni. Il comparto delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) segna un calo dello -0.2% rispetto all’anno precedente (+0.4%). Pur sostenuto dai servizi su rete mobile, non è andato oltre i 44.120 milioni di Euro. Il comparto dell’informatica è invece cresciuto dello 0,8%, a quota 20.343 milioni, anche se a un tasso inferiore rispetto all’anno precedente (+2,0%). A trainare sono stati la componente software e servizi (+1,3%) e i personal computer (+1,8% in valore).
Il confronto internazionale per l’ICT mostra per l’Italia una dinamica ancora inferiore a quella di tutti i principali paesi industrializzati, nonostante l’interesse diffuso all’Information Technology. Nell’ultimo anno sono infatti cresciute del 22,6% (+29,5% in ambito consumer) le unità di personal computer vendute; il volume d’affari dei fornitori di servizi Internet su rete fissa è cresciuto a doppia cifra (+11,5%); inoltre, si è avuto un incremento nel già saturo mercato della telefonia mobile (+1,6% di linee attive e +0,4% di utenti effettivi).
Nonostante questo, l’Italia è ultimo tra i grandi paesi per spesa IT sul PIL: 2,0% contro valori ben più elevati riscontrabili negli USA (4,2%) e negli altri paesi dell’Europa Occidentale, come Francia (3,4%), Regno Unito (3,3%) e Germania (3,3%).

Commenti
in 1 anno in fumo i passi avanti fatti in 3! Questa è l’Italia signori. Tra i paesi industrializzati siamo gli unici dove ciò accade. Questo significa che in 3 anni lo sviluppo non è stato sensibile, tale da scongiurare una regressione al livello iniziale. Ovviamente ritorniamo a bomba sul discorso delle lobby e degli investimenti volontariamente errati.
C’è anche di mezzo la crisi attuale.
Qui da noi abbiamo sempre avuto problemi di cattiva gestione delle risorse economiche. Ti risulta?
Si va be siamo in Italia e questo già la dice tutta
E’ ovvio che sia successo, tutti ci devono mangiare sopra, soprattutto sulle cose pubbliche, vedi Salerno-Reggio, PA.
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