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Dischi SATA III all’orizzonte, con velocità da urlo

da : Vincenzo Ciaglia: 10 marzo 2009, 10:04

La nuova tecnologia è in grado di doppiare, in termini di bandwidth, l’interfaccia SATA II.

AMD e Seagate hanno lavorato a stretto contatto per molti mesi sull‘interfaccia SATA di nuova generazione, chiamata SATA 6Gbps o SATA III. Le due aziende hanno da poco mostrato i risultati di una dimostrazione della nuova tecnologia. Sul banco di prova sono finiti un disco SATA II (Barracuda 7200.12)  e uno SATA III, un prototipo Seagate Barracuda.

I risultati sono al dir poco impressionanti. Il disco SATA II ha raggiunto un bandwidth di 288 MB/sec mentre quello SATA 3 589 MB/sec. A conti fatti, il doppio della velocità nel trasferimento dei dati!

SATA III sarà completamente retrocompatibile con SATA I e II. Ciò significa che su una scheda madre con interfaccia SATA III potremo collegare, senza problemi di sorta, anche dischi con le interfacce precedenti. La nuova tecnologia dovrebbe uscire dalla fase di test per la prima metà dell’anno, pronta a far decollare gli hard disk di prossima generazione già entro la fine del 2009.

FONTE: Cnet


Commenti

I dati del test non mi convincono tanto, come è stato realizzato? Cosa hanno trasferito per raggiungere quelle velocità?

Mi sembra strano che vada così veloce un HD tradizionale…soprattutto dopo aver visto i test degli ultimi SSD.

Gli SSD della OCZ su PCI-E vanno a 600/700MBs

Non sono così lontani dagli SSD, dopotutto. Allo stato attuale delle cose, più che per prestazioni velocistiche, gli SSD sarebbero avvantaggiati in fatto di rumorosità rispetto ai SATA3.

Molto semplice:
files di dimensione inferiore a quella del buffer in modo che la velocità meccanica (attualmente 120 MB/sec circa per i più veloci) non influenzi i risultati; purtoppo questa situazione si presenta MOOOOOOOOOOOOlto raramente nell’utilizzo reale; un po come quando è arrivato UATA 66/100/133 2/3/4 volte più veloce del vecchio 33 ma all’atto pretico ininfluente per anni.

@ Corner:
E’ esattamente quello che pensavo anch’io, allo stato attuale basterebbe ancora il SATA1.

Esattamente, fatto salvo il supporto NCQ presente solo nel SATA 2 (e neanche in tutti essendo una funzione opzione e non) che riesce adare qualcosa in più nel trasferimento di piccoli files, a scapito ovviamente del carico sul processore.

Infatti sembrava strano come dato!
Bisognerebbe standardizzare come si deve le fasi di test sia degli HD tradizionali che degli SSD.

Finalmente il collo di bottiglia dei pc viene eliminato.

L’unica è affidarsi ai test eseguiti sui siti specializzati.

Questi test che eseguono le case produttrici non valgono niente.

Ho letto poco tempo fà che per fare un test serio ci sarebbero da valutare moltissimi parametri che, se non standardizzati vengono presi nel modo che gli fà più comodo.

Be si è vero, ma basta cercare sui siti specializzati le megacomparative e almeno si ha un’idea su quali siano i più veloci.

Anche adesso non ci sono comparative decenti sui normali hard disk.

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