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Sony per la prima volta in perdita da 14 anni

da : Lorenzo Di Palma: Gennaio 14, 2009, 3:26 pm

L’elettronica di consumo non è consumata abbastanza.

Per la prima volta in 14 anni, l’azienda di elettronica consumer giapponese Sony è costretta a registrare nei suoi conti una perdita netta di gestione. Le sue concorrenti, sempre giapponesi, Toshiba e Canon, non se la passano però meglio, lasciando molti a chiedersi meravigliati cosa stia succedendo al mercato asiatico.

Già in ottobre quando la crisi del “credit crunch” era appena all’inizio, Sony aveva previsto di realizzare un profitto di gestione di “soli” 200 miliardi di yen.

Ma la previsione era un po’ errata, visto che da quanto riportato dal giornale economico del Sol Levante, Nikkei, l’azienda potrebbe dichiarare una perdita di gestione di circa 100 miliardi di yen (1,12 milioni di dollari) entro la fine dell’anno fiscale al 31 marzo. Se questo accadrà, sarà la seconda volta in tutta la storia dell’azienda, in cui la Sony ha riportato una perdita di gestione.

L’azienda è comunque già nel panico e ha dichiarato lo scorso mese che ha pianificato di licenziare 16.000 lavoratori in tutto il mondo e di tagliare gli investimenti del 30 per cento circa in molti settori dell’elettronica di consumo fino almeno 2010. L’azienda ha fatto anche delle sinistre (per i suoi dipendenti) previsioni per aumentare l’outsourcing.

Naturalmente non è difficile capire perché il settore dell’elettronica di consumo stia soffrendo. Basta pensare al fatto che solo negli Stati Uniti 1,9 milioni di posti di lavoro sono stati fatti magicamente sparire nell’ultimo trimestre, portando il livello di disoccupazione al 7,2 per cento. E chi non ha più un lavoro e dispera di trovarne un altro, non può certo permettersi di spendere un centesimo su prodotti all’avanguardia di elettronica giapponesi, anche se lo vorrebbero.

Un altro fattore che contribuisce alla crisi della Sony è lo yen così forte che sta rendendo l’esportazioni giapponesi poco competitive al livello mondiale. Inoltre, le scarse vendite di TV a schermo piatto e la debole domanda per altri apparecchi elettronici non hanno aiutato molto.

Tutti gli occhi sono puntati ora sul presidente e CEO della Sony, Sir Edward Stringer, per vedere se il consiglio di amministrazione gli concederà maggiore libertà o gli darà il benservito. Ma gli effetti immediati sono stati avvertiti subito dagli azionisti che hanno visto affondare il titolo del colosso giapponese di circa il 9 per cento, mentre Toshiba è scesa dell’8,6 per cento e Canon del 7,2 per cento.


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