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In Thailandia bloccati 2.300 siti Web

da : Lorenzo Di Palma: 2 gennaio 2009, 03:36

Ancora sulla censura su Internet.

Apparentemente negli ultimi tempi sul World Wide Web si sono moltiplicate le offese al re della Thailandia, Bhumibol Adulyadej. E allora il governo asiatico ha pensato bene di bloccare, durante tutto l’anno scorso, l’accesso a più di 2.300 siti giudicati offensivi nei riguardi della monarchia.

Ma probabilmente in non tutti i casi si tratta di vere offese alla persona del re: è più che fondato il sospetto che il governo abbia usato questo pretesto per censurare tutte le voci dissidenti del regime.

Sue Lo-uthai, un funzionario del Ministero dell’ICT ha precisato che alcuni siti sono stati bloccati anche per i loro contenuti pornografici o perché costituivano una non ben specificata “minaccia” alla sicurezza nazionale. Non allo stesso tempo, si può supporre. E poi se si vuole bloccare il porno su Internet bisognerebbe bannare altro che 2.300 siti.

Sue comunque ha ammesso che i la maggior parte di questi casi di “lesa maestà” sono una diretta conseguenza della situazione altamente conflittuale, dal punto di vista politico, che sta affrontando il paese.

In ogni caso in Thailandia il reato di “lesa maestà” contro l’ottantunenne re Bhumibol Adulyadej, può essere punito con più di 15 anni di carcere.


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