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In Australia il governo vuole bloccare il P2P e Bit Torrent

da : Lorenzo Di Palma: Dicembre 23, 2008, 12:10 pm

Ma nessuna restrizione per il porno e i terroristi.

I filtri a Internet progettati dal Governo australiano bloccheranno tutto il traffico verso sistemi peer-to-peer (P2P) e Bit Torrent, dice un sito australiano.

Il ministro, Stephen Conroy ha infatti scritto sul blog del suo ministero che il filtraggio del trasferimento dei file su sistemi P2P e Bit Torrent sarà testato dagli ISP in un progetto pilota che inizierà a breve.

Conroy ha scritto: “La tecnologia che filtra il traffico peer-to-peer e Bit Torrent è già disponibile e il suo funzionamento sarà testato in un progetto pilota sul traffico reale”.

Il governo originariamente propose che un filtro che avrebbe bloccato solo la pornografia infantile e i siti di “terroristi”, giustificando l’atto autoritario con le tipiche formule usate dai politici in questi casi, ovvero “salviamo i bambini” e “garantiamo la sicurezza”:

Lo zar australiano della censura online ho poi reso pubblica la sua volontà di espandere il filtraggio del governo su Internet per includere anche il traffico proveniente dal download, come risposta alle critiche espresse dal sito sulle “Digital Economy Future Directions” lanciato questo mese.

Questo forum online è infatti divenuto il punto di incontro e raccolta di tutte le numerose critiche e commenti contro i piani del senatore Conroy sulla censura di Internet da parte del governo.

Grandi manifestazioni contro i piani del governo si sono tenute in quasi tutte le città australiane all’inizio del mese. Ma nonostante queste proteste e numerose petizioni contro questi provvedimenti, il governo australiano non sembra aver cambiato idea e va avanti sulla strada della censura.

Il governo australiano sembra considerare la “libertà di espresssione” semplicemente come il diritto di lamentarsi, ma senza produrre alcun effetto sulle scelte del governo.

Bloccare il traffico P2P e BitTorrent produrrà una crescita enorme dei servizi di Virtual Private Network (VPN) e un’adozione massiccia di protocolli di criptazione come Secure Shell (SSH). E se il governo australiano decidesse du bloccare anche questi, molti siti commerciali che pure hanno contribuito all’economia australiana saranno costretti a chiudere.

Il test di filtraggio comunque è previsto per questa settimana, anche se la maggior parte degli ISP non ha ancora ricevuto istruzioni.


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