La RIAA rinuncia a denunciare i singoli
da : Lorenzo Di Palma: 22 dicembre 2008, 18:44
Ora preferisce farlo con gli ISP.
La potente associazione americana dei produttori discografici, la RIAA (Recording Industry Association of America) ha finalmente realizzato che la sua policy di spiare le persone e trascinare in tribunale forse non funziona. E così ha deciso di bloccare le cause individuali contro alcune persone scoperte a a scaricare musica illegalmente. La nuova strategia infatti, prevede di citare piuttosto gli ISP che assicurano la connessione a chi scarica.
I vantaggi? Innanzitutto è molto più facile individuare il soggetto da citare in tribunale. L’altra faccia della medaglia è però, che gli ISP hanno molti più soldi e quindi avvocati migliori.
Ma forse la RIAA prevede che molti cercheranno di trovare un accordo stragiudiziale, pagare qualcosa ed evitare un processo. Un portavoce dell’Associazione, ha infatti detto che questo sta già sta funzionando con l’Attorney General (una sorta di procuratore generale) dello stato di New York, Andrew Cuomo, che sta convincendo gli ISP ad aderire al nuovo approcci. Sembra infatti che la RIAA abbia un accordo di principi con molti Internet Provider basato su l’accettazione “volontaria” ad un programma di tutela del copyright.
In pratica, questo significa che un ISP si impegna a notificare quando aumenta il traffico del file-sharing e a prendere una serie crescente di provvedimenti sanzionatori contro gli utenti “colpevoli”. Sanzioni che possono arrivare anche alla chiusura dell’account (come vuole la “dottrina Sarkozy”).
Da ora in poi, quindi, RIAA citerà in giudizio solo coloro che ignoreranno gli avvertimenti degli ISP. Mentre dal 2003 ad oggi, RIAA ha avviato 35.000 cause legali contro altrettante persone per la pirateria di musica on line.
Secondo quanto riportato da AP, l’Electronic Frontier Foundation ha accolto con favore la fine delle cause legali individuali, definite senza mezzi termini un “fallimento” totale. Ma un portavoce del gruppo ha anche avvisato che ci saranno ancora più problemi con questa nuova politica della RIAA che sta facendo pressioni sugli ISP americani affinché adottino una sorta di approccio “three strikes”, ovvero dopo il terzo avvertimento sei “fuori”, per molti versi simile a quello che la Francia sta tentando di far approvare dall’Unione europea.
Con questi metodi c’è infatti il rischio che almeno il 20 per cento degli americani sia “bannato” da Internet.

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