Microsoft: archiviamo solo per sei mesi i dati delle ricerche on line
da : Lorenzo Di Palma: 9 dicembre 2008, 14:20
Musica per le orecchie della Commissione europea.
Microsoft ha annunciato ieri che ridurrà da 18 a soli sei mesi, i tempi di archiviazione nel suo motore di ricerca dei dati degli utenti che l’hanno utilizzato, solo se però, anche gli altri operatori di questo mercato faranno altrettanto.
La questione dell’archiviazione e dell’uso di questi dati risultanti dalle ricerche on line, utilizzati per offrire risultati personalizzati, ma in grado anche di portare all’identificazione di chi fa le ricerche, era stata messa sotto pressione dall’Unione Europea che ha espressamente richiesto di ridurre i tempi, affermando che non c’era nessun motivo per conservarli dopo sei mesi.
Lo scorso settembre Google ne aveva ridotto l’archiviazione da 18 a nove mesi. Ma ora Microsoft rilancia al ribasso, dichiarandosi pronta a scendere a sei mesi, ma “per assicurare la più ampia protezione della privacy dei navigatori”, avverte Microsoft, “è importante che tutti i maggiori operatori del mercato delle ricerche on line utilizzino lo stesso standard”. In altre parole: non lo faremo se Google e Yahoo non faranno lo stesso.
Ma perché Microsoft non può iniziare per una volta a dare il buon esempio e iniziare a cambiare da sola? Perché, rispondo da Redmond, c’è un vantaggio competitivo nella conservazione dei dati. Una dichiarazione che, però, sostanzialmente ammette, nonostante le dichiarazioni rassicuranti di tutti i più grandi motori di ricerca, che questi dati sono comunque utilizzati per qualche fine “competitivo”. Praticamente per qualche fine commerciale.
Fonte: AFP

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