Lycos Europe chiude
da : Lorenzo Di Palma: Novembre 28, 2008, 2:53 pm
L’azienda sta cercando disperatamente un compratore.
Lycos Europe si arrende e alza bandiera bianca perché nessuno vuole comprare quello che negli anni ’90 era uno dei portali più popolari e corteggiati.
In realtà Lycos stava lentamente affondando da un po’ e il mese scorso ha fatto registrare una diminuzione del 20 per cento dei profitti, scesi a 60,8 milioni di dollari con una perdita di 17,1 milioni di euro.
L’azienda chiuderà il portale e le proprie attività di web hosting e cercherà di trovare un compratore per le altre tre aree di attività: il portale danese, i domini e le attività di shopping on line. Gli investitori potranno valutare le proposte dell’azienda il prossimo 12 dicembre all’assemblea degli azionisti.
In un comunicato stampa l’azienda ha dichiarato che dopo l’assemblea dovrà restituire 50 milioni di euro ai propri azionisti e inoltre, si vocifera che 500-700 persone rischiano di perdere il proprio posto di lavoro.
Lycos Europe è un’entità separata dalla società americana ed è il prodotto di una joint venture tra due aziende: Telefonica (proprietaria del 32 per cento) e Bertelsmann (20 per cento). La versione europea del portale è entrata in una spirale di crisi che l’ha portata sempre più in basso fino a perdere gran parte dei profitti sull’online e a dover pagare a Lycos Inc. 5,2 milioni di dollari per rinnovare la propria licenza per utilizzare il nome della società. Di conseguenza è entrata sul mercato statunitense con un nome diverso: Jubii.
Inoltre Telefonica ha trascinato Lycos Europe davanti ad un tribunale accusando il Ceo, Cristoph Mohn di non aver tentato tutte le strade possibili per vendere la società. Mohn ha dichiarato invece di essere stato in trattative con AOL e con il network pubblicitario tedesco Tomorrow Focus per 200 milioni di euro, ma l’affare non è mai stato concluso.
La fine di Lycos Europe, del suo motore di ricerca, delle sue web community e canali, arriva in un momento in cui Yahoo e AOL – i suoi diretti concorrenti – stanno disperatamente cercando di non affogare e persino il gigante tra i motori di ricerca Google sta adottando delle misure per stringere la cinghia.

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