Assinform: l’It italiano cresce dell’1,1 per cento
da : Lorenzo Di Palma: 18 novembre 2008, 16:27
Peggio ancora le Tlc: solo 0,8 per cento.
Come da tradizione Assinform, con il consueto Rapporto, ha fornito il bilancio preconsuntivo dell’ITC Italiano per il 2008. Un mercato sostanzialmente piatto: l’IT cresce del 1,1 per cento; le TLC solo dello 0,8. La crisi frena soprattutto l’hardware - la cui domanda “è in forte flessione” (6.614 milioni di euro) e la cui crescita “non supererà l’1,0 per cento”, mentre l’anno scorso viaggiava a più 3,6 per cento – e il mercato consumer.
Tengono ancora, invece, gli investimenti delle imprese in servizi (crescita dello 0,2 per cento anno-su-anno e 9.332 milioni di fatturato) e, soprattutto in software, un settore che cresce del 3,3 per cento, fatturando nel 2008, 4.467 milioni di euro.
Scegliendo un tono molto ottimista, Ennio Lucarelli, presidente di Assinform commenta che: “A conclusione del 2008, nel pieno della tempesta finanziaria che investe anche il nostro Paese, si prevede di concludere il 2008 con una crescita dell’IT dell’1,1 per cento, a fronte di un Pil che scende a meno 0,2 per cento, possiamo affermare che la domanda di Information Technology in Italia, in realtà, sta tenendo”. Ecco, magari mentalmente ha aggiunto “per il momento”.
Perché questo dice la “fotografia” del mercato ICT italiano scattata dall’Assinform presentata oggi all’Assolombarda a Milano. Il mercato per quest’anno è quasi piatto, ma almeno non è in recessione. I veri problemi, però, iniziano adesso: il mercato “tiene”, come dice Lucarelli, perché i budget dell’Itc di solito sono annuali e sono stati decisi con il “credit crunch” che ancora non mordeva la Borsa e le istituzioni finanziarie.
Ben diversa sarà la fotografia del 2009, visto che tutti avvisano che i grandi clienti dell’ICT, fondamentalmente Banche e affini, Telco e PA, stanno tutti pensando a un deciso taglio dei budget. L’ultimo avviso in questo senso è di IDC che pochi giorni fa ha praticamente dimezzato le stime di crescita della spesa in IT nella regione Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) portandole dal 6 per cento a meno del 3 per cento. Dati che bisogna valutare, pensando che in Italia si spende quasi sempre meno che nella media europea.
Secondo Lucarelli, che richiede un “sostegno sistemico all’IT” a partire dal “prossimo decreto anticrisi del Governo”, le aziende si stanno sforzando di non tagliare i budget in “innovazione”, perché arroccarsi su posizioni difensive è in realtà una scelta suicida, per un Paese già in ritardo da questo punto di vista. Per dirla con le parole di Giancarlo Capitani, AD di Netconsulting che ha prodotto il Rapporto: “Il costo del non-investimento è maggiore del costo dell’investimento”.
È lecito dubitare, però, che le cose miglioreranno, per lo meno a breve. Sono parole che lo stesso Capitani ha ripetuto centinaia di volte e che personalmente abbiamo sentito e letto migliaia di volte. Il risultato è quell’uno-virgola-uno per cento.

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