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Apple e la difficile successione di Steve Jobs

da : Lorenzo Di Palma: Ottobre 24, 2008, 7:38 pm

Un problema che la Mela prima o poi dovrà affrontare.

Secondo Bloomberg è un ragazzo di 18 anni, l’autore del falso scoop sull’infarto di Steve Jobs, che postato sul sito senza filtri di “citizen journalism” della CNN, iReport, ha terremotato il titolo di Apple in Borsa. La “Securities and Exchange Commission” (SEC), l’ente che vigila sulla Borsa americana, sta ora tentando di capire i motivi del ragazzo: ovvero se dietro ci sia una speculazione sul titolo. Ma al momento sembra proprio di no.

Comunque vada, l’episodio ha reso chiaro che Apple ha un problema, non immediato magari, ma è un problema che prima o poi dovrà affrontare: la successione di Jobs. Quale che sia il suo stato di salute (e noi gli auguriamo naturalmente il meglio) Steve Jobs è troppo importante per Apple: è  il fondatore che è ritornato e miracolosamente ha riportato in vita a ai profitti (anche in questi tempi difficili) una società leggendaria, ma all’epoca data per spacciata.

Per molti Steve Jobs è un genio che ha sconvolto e rinnovato prima il mondo dei computer con il Mac, poi quello della musica con il binomio iTunes-iPod e, nei ritagli di tempo, quello dei cartoni animati con la Pixar che una volta era un fornitore di Disney e oggi è il suo socio alla pari. Fateci caso: quando si parla di lui, anche se non si è fan del Mac, si usano sempre parole come “genio”, “innovatore”, “carisma”, ecc. Per tutti questi motivi Apple è troppo legata al suo personaggio. E per una società quotata in Borsa questo non è un bene.

Se ne saranno accorti sicuramente alla stessa Apple. Anzi magari sarà stato Jobs in persona a dare l’ordine. Comunque, lentamente, la società sta avviando una difficile strategia di sganciamento dell’immagine del Ceo da quella dell’azienda. Si può scommettere anche che sarà stato ingaggiato uno o più specialisti in “crisis management”, quei consulenti di comunicazione superpagati che intervengono solo quando a “Houston c’è un problema”.

Da cosa lo si capisce? Da qualche articolo che sembra decisamente “ispirato” da un ufficio stampa, per esempio, che riporta chiaro il messaggio: “La Apple non è solo Steve Jobs. O dal fatto che all’ultima presentazione dei nuovi Mac Book, Jobs abbia condiviso, o addirittura lasciato, il palco ai suoi uomini, molto di più di quanto non fa di solito. Cosa che è stata notata da osservatori attenti e anche commentata con orribile humor inglese.

E comunque, con un certo cinismo, è già iniziato il toto-nomine su chi sarà il successore di Jobs come Ceo della Apple. In ogni caso sarà una scelta difficile, anche più difficile di quella che fu fatta qualche anno fa da Microsoft per sostituire Bill Gates. Un “lungo addio” che gli uomini di Microsoft stanno pianificando da anni e che non si è ancora concluso, visto che Gates, ufficialmente filantropo, continua a intervenire e dare il suo apporto al business della sua creatura.     


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