Tempi duri ma c’è chi ci guadagna…
da : Lorenzo Di Palma: 8 ottobre 2008, 17:19
LinkedIn, il “fratello sfigato” di Facebook secondo qualcuno, potrebbe essere uno di questi.
Si sa che anche nei momenti di crisi economica, come quello che stiamo attraversando, qualcuno riesce a guadagnare posizioni e accumulare fortune. E non si tratta solo degli speculatori o di chi gioca al ribasso in Borsa. E così è ufficialmente partito il giochino: “chi ci guadagna dalla crisi?
Molti hanno individuato subito in Linux e nel software open source in generale, uno dei possibili beneficiari della crisi, rispetto al software commerciale. Per evidenti motivi: non ha costi di licenza e quindi incide meno sui budget. Ma questa apparentemente semplice equazione, basata anche su una reale maggior crescita del software “free” ha avuto anche immediate e, per certi aspetti, condivisibili smentite.
Altri, parlando delle varie categorie di lavoratori nel settore IT, hanno affermato che manager e tecnici del settore finanziario, sono molto più a rischio degli addetti ai datacenter o ai grandi network.
E oggi è anche apparsa una nuova interessante analisi che prevede una riscossa di LinkedIn e degli altri social network “professionali”, quali per esempio Xing o Viadeo. Il perché è presto detto: questi network servono fondamentalmente ad allacciare relazioni utili soprattutto a chi cerca un nuovo impiego e oggi, purtroppo, sono in tanti a non sentire “sicuro” il proprio posto di lavoro.
Sarà un caso che i nuovi utenti di LinkedIn che lavorano nelle grandi banche di investimento sono praticamente raddoppiati negli ultimi giorni?

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