Lo spin-off di AMD, tra entusiasmi e perplessità
da : Lorenzo Di Palma: Ottobre 8, 2008, 7:00 am
La decisione di AMD di dividersi in due e separare la progettazione di chip dalla sua fabbricazione è stata accolta con molto favore.
Anzi con “entusiasmo” secondo alcuni commentatori. Perché l’opinione corrente è che una volta liberatosi dal “peso” (e dai debiti) della produzione potrà competere al meglio con Intel.
Soprattutto la decisione è stata accolta con favore dal “mercato”, questa invisibile entità che tutto giudica, che ha premiato il titolo. È l’ennesima consacrazione del “modello Nike”, un’azienda tutta marketing, design e (se va bene) ricerca, che lascia a terzi (di solito in posti dove non ci siano “fastidiose complicazioni” come i sindacati, legislazioni ambientali, ecc.) la bruta produzione.
Ma fare scarpe da jogging o processori non è proprio la stessa cosa. E c’è anche chi solleva perplessità. Per esempio un interessante articolo del blog del New York Times che ricorda il fallimento di operazioni analoghe; solleva molte questioni che lo spin-off lascia irrisolte e, in estrema sintesi, si chiede: a chi gioverà l’ingegneria finanziaria (in Italia avremmo detto la “finanza creativa”) di AMD? E le due entità separate possono avere un futuro sul mercato prese singolarmente?

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