La tecnologia è un bene rifugio o anch’essa un subprime?
da : Matteo Vicodoro: 30 settembre 2008, 11:00
Quella di ieri è stata una giornata di passione per le borse mondiali e per i titoli tecnologici. Le azioni di Apple sono state le più colpite al NASDAQ con una perdita che è stata superiore al 17%, ma non solo…
Lo spauracchio globale è la riduzione dei consumi. E dietro lo spettro di una recessione mondiale fa solo tenerezza preoccuparsi del rallentamento nelle vendite dei computer o dei riproduttori musicali. Prospettiva che ha penalizzato ieri, tra gli altri, i titoli tecnologici finora ritenuti meno esposti alla crisi.
Gli analisti di Morgan Stanley (conoscendo le difficoltà in cui versa la loro banca c’è da credere che non siano infallibili) hanno abbattuto ieri il target price di Apple da 178 a 115 dollari, accelerando la caduta del titolo, che si è ridotto di ben un terzo nel corso di un solo mese.
Solo venerdì scorso, Hal Varian, capo economista di Google, al Forum Economia al Cubo di Prato aveva dichiarato che l’effetto dell’attuale crisi americana sulla web economy sarà relativamente piccolo. “Questo perche – ha spiegato Varian – la Web economy è forte nella pubblicità ed è molto efficace e l’ultima cosa che chi fa pubblicità sul web vorrà fare è tagliarla perché è il collegamento più diretto con il consumatore finale”. E infatti… Google ha perso ieri oltre l’11% del proprio valore.
Mentre senza cognizione i giornali affermano che l’attuale crisi è la peggiore dalla Grande Depressione degli Anni ’30, mentre lo stato più liberista del mondo discute misure di sostegno statali alle imprese, le aziende tecnologiche non hanno da temere solo la frenata dei consumi privati.
Secondo Gartner, società finanziarie, immobiliari e bancarie – quelle oggi più esposte alla crisi – rappresentano circa il 20% del mercato delle tecnologie informatiche.
Se Apple rischia di vendere meno iPhone del previsto, Microsoft, Cisco, IBM e Sun rischiano di veder ridimensionato il loro fatturato con le grandi imprese, in particolare del settore finanziario.
E’ comunque molto difficile prevedere come reagiranno i mercati alla stretta dei consumi. Può anche darsi che dopo aver tagliato vacanze costose e auto nuove le famiglie trovino più tempo per passatempi culturali e (virtuali) via Web, magari per ascoltare un po’ di musica sull’iPod.


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