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Assintel: +2% per il mercato IT italiano nel 2008

da : Lorenzo Di Palma: 30 settembre 2008, 16:46

Continua a crescere, anche se ad andamento lento il comparto del software e dei servizi in Italia.

È stato presentato oggi a Milano il tradizionale report di Assintel, che fornisce i pochi dati “pubblici” e “ufficiali” di questo settore e che fotografa un mercato che faticosamente cresce del 2% (per un fatturato di 21.855 milioni di euro), come d’altronde da tre anni a questa parte, ma che continua a non brillare: la crescita come al solito è inferiore alla media europea che si attesta a un livello quasi doppio del 3,9%.

Insomma il bicchiere è come sempre mezzo pieno o mezzo vuoto. Se si vuole essere ottimisti si può evidenziare che in un anno comunque “difficile” (qualcuno ha visto la ripresa?), il mercato ha tenuto e anche se di poco ha continuato a crescere. Se si vuole fare del disfattismo, oltre a sottolineare l’impietoso (come al solito) confronto con gli altri mercati del Vecchio Continente (per non parlare dei mercati emergenti), si può anche aggiungere che di questo passo non raggiungeremo mai i nostri competitor europei e non colmeremo mai il divario che ancora esiste tra il nostro “sistema-paese” e altre economie europee, come Germania, Francia e ora anche Spagna.

Inoltre, tra i segnali d’allarme si può anche citare che il comparto delle micro, piccole e medie imprese, asse portante della nostra economia, continua ad “evidenziare le criticità strutturali di un approccio non strategico all’innovazione: coprono solo il 16% dell’intero mercato IT e i loro investimenti tecnologici crescono dello 0,9% e dell’1,4%», per dirla con le parole di Alfredo Gatti, Managing Partner di Nextvalue, la società che quest’anno ha curato il Report dell’Assintel.

Tra il folto pubblico degli addetti ai lavori, infatti, le facce non erano proprio allegre. Qualcuno “off-the-record” spiega anche il perché: oggi come oggi i maggiori investimenti in tecnologia vengono ancora dalle banche e dalle istituzioni finanziarie (a parte le Telco che però in Italia si contano sulle dita di una mano) e la crisi finanziaria che sta colpendo duro le banche di tutto il mondo avrà, inevitabilmente, ricadute (leggi tagli) sugli investimenti futuri. Insomma il report dell’anno prossimo potrebbe essere anche molto peggiore.

E, infatti, come da tradizione Giorgio Rapari, presidente di Assintel, commentando i dati continua a difendere i suoi associati e ad invocare un intervento pubblico per sostenere la crescita in generale e il settore in particolare: “Il nostro Paese sconta l’assenza di una vera politica della crescita”, ha detto Rapari, ma “sfatiamo il mito che il nostro sistema imprenditoriale ha una mentalità arretrata rispetto agli amici europei: non è così. È arretrato il sistema infrastrutturale entro il quale operiamo, è arretrato – e forse assente – un vero programma di sviluppo che supporti l’aggregazione virtuosa fra imprese, permettendo di superare il disvalore della frammentazione e della ridotta dimensione aziendale”.

Il report completo sarà on line da lunedì prossimo sul sito Assintel


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