Google e i suoi prodotti in beta perenne
da : Maurizio Lazzaretti: 26 settembre 2008, 16:00
Google riuscirà mai a crescere per davvero? Sembra di no, visto che quasi la metà dei suoi prodotti sono perennemente in beta test.
La società di monitoraggio web Pingdom dopo avere appurato che chiunque conosce la predilezione di Google nell’appiccicare l’etichetta di beta a tutti i propri prodotti, ha deciso di quantificare la reale situazione analizzando tutti i 49 prodotti di Google per vedere quanti sono ancora etichettati come “da finire”.
La sorpresa è stata che il 45 per cento di essi sono in beta test, compreso Gmail rilasciato in aprile 2004.
Alcuni prodotti è accettabile che abbiano una fase di beta test lunga, come Knol, Google Alerts, Custom Search, e il nuovo Google Chrome. Ma Gmail, Google Docs, Orkut, e Google Finance sono in circolazione da talmente tanto tempo che ne sono stati ritrovati resti fossilizzati con ossa di dinosauro.
Google sostiene di avere dei parametri interni molto severi che i propri prodotti dell’area consumer devono superare prima di uscire dalla fase di beta test.
Inoltre la società considera differente il significato di beta test per le applicazione per il web dove gli utenti si aspettano miglioramenti continui del prodotto. E visto che risiedono sul web nessuno deve aspettare la versione successiva nei negozi. I miglioramenti vengono immediatamente resi disponibili appena finito lo sviluppo.
Usando quella logica, tutto il software basato sul web sarebbe in beta test eterno. Una situazione ottima per evitare di fornire qualunque tipo di garanzia sul loro funzionamento. ♦
Fonte: TheInquirer

Commenti
ma che garanzia volete? che differenza vi fa se c’è l’etichetta “beta”? perche Windows XP o Vista non sono forse beta e lo vendono a fior di quattrini? ma che razza di articolo è questo? e poi gmail beta è un problema? è senza dubbio la miglior posta elettronica sul web e avete pure da criticare un servizio eccellente tra l’altro gratuito?
ma andate a zappare la terra va.
concordo con il finale dell’articolo: la “strategia” della beta perenne sembra piuttosto una tattica per evitare di rendere conto di eventuali malfunzionamenti (si pensi anche solo alla perdita delle proprie email).
Sebbene non piaccia nemmeno a me, preferisco una beta della qualità di google a dei rilasci finali di altre compagnie, che tutto sono tranne che stabili.
Speriamo rimanga sempre in Beta, altrimenti potrebbero cominciare a chiedere dei soldi, e allora in moti diranno addio alla migliore casella di posta del mondo.

Secondo me gli articolisti di theinquirer.it a volte sono troppo “caldi”, comunque fanno audience.
Intanto è brutto quando attaccano gli utenti Mac, in quel caso torno a visitare il sito dopo qualche settimana, che informaticamente parlando equivale a mesi.
che gmail sia in beta non c’e’ nessun problema, anzi, ammiro Google perche’ i suoi prodotti sono tutti in beta, questo significa che sara’ sempre migliorato e non ritengono mai che un servizio sia definitivo!
Gmail e’ la webmail piu’ professionale e funzionale che ci sia, e’ in beta, figuriamoci quando sara’ terminata.
quoto theend.
Gmail è il miglior servizio di email in circolazione, il mio indirizzo è maurizio(AT)gmail.com e l’ho preferito perche’ ha accesso POP e SSL su web e POP.
Il POP serve per averne copia in locale, si sa mai, e’ una beta
L’articolo fa semplicemente notare che quando una cosa funziona perchè lasciarla con l’etichetta beta? Google ha quasi tutto in beta, forse dovrebbero licenziare qualche avvocato….
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